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venerdì 12 marzo 2010

Ancora l'incubo Raiola per Moratti


Le preoccupazioni in casa Inter, in questo ultimo periodo, sembrano non voler terminare mai. All'esuberanza di Mourinho e alla tensione per la delicata sfida di Champions allo Stamford Bridge, di martedì prossimo, si aggiunge il cambio di procuratore effettuato da parte di Mario Balotelli che, da ieri, è passato sotto la "tutela" di Mino Raiola. Tanto per intenderci Mino Raiola è colui che aiutò Ibrahimovic a fuggire da Milano destinazione Barcellona. E non solo: fra i suoi assistiti figurano anche l'esterno sinistro brasiliano Maxwell, che convinse a non rinnovare il contratto con la società meneghina portandolo, insieme ad Ibra, in blaugrana facendo così indebolire nuovamente la fascia sinistra dell'Inter, vero tallone d'Achille della squadra nerazzurra negli ultimi 10-11 anni, viste anche le attuali defezioni di Chivu e Santon. Inoltre, fra i suoi assistiti, figura anche il giovane trequartista brasiliano Kerlon ancora oggetto misterioso del calcio nostrano. Adesso che Raiola è diventato anche il procuratore di Balotelli sicuramente in Corso Vittorio Emanuele non avranno fatto i salti di gioia temendo un Ibrahimovic-bis, viste soprattutto le continue incomprensioni del giovane attaccante con il tecnico Josè Mourinho.


Michele C.

martedì 9 marzo 2010

CALCIO, MORTE CARINO; FNSI: COLPITA L'INTERA CATEGORIA


La Federazione Nazionale della Stampa ha espresso il suo cordoglio per la morte di Tonino Carino: "La scomparsa di Tonino Carino, con la sua famiglia, colpisce anche l'intera categoria dei giornalisti italiani, alle cui vicende professionali e sociali è stato sempre legato con affetto e impegno. Giornalista e radiotelecronista di punta delle trasmissioni sportive della Rai - ricorda la Fnsi in una nota - figura popolarissima di 90 minuto e poi uno degli inviati di Casa Raiuno e uno dei protagonisti di Quelli che il calcio, Tonino Carino era fiduciario delle Marche e consigliere della Casagit. Alla Cassa Integrativa di Assistenza dei Giornalisti Italiani ha portato la sua carica di simpatia e umanità unita all'esperienza di persona impegnata nel sociale e, da ultimo, costretto dalla malattia, da una sensibilità e da una conoscenza speciale dei problemi della salute. Alla moglie, ai figli e ai colleghi che l'hanno avuto più vicino nel suo percorso professionale, il cordoglio della Fnsi".


Fonte: repubblica.it

9 marzo 2010: Buon compleanno Inter


MILANO - Oggi, 9 marzo 2010, inizia un nuovo anno di Inter. All'insegna delle emozioni, come quelle che i nostri colori regalano da 102 anni. Traguardi importanti, anniversari da ricordare, iniziative che hanno reso sempre più splendenti i colori nerazzurri nel mondo, come accaduto anche negli ultimi dodici mesi trascorsi insieme. Che oggi siamo pronti a rileggere, mese per mese.

Marzo 2009. Javier Zanetti raggiunge Giacinto Facchetti nel numero di presenze con la maglia dell'Inter: 634, nel giorno della gara con la Fiorentina, il 15 marzo 2009. Due bandiere, Facchetti e Zanetti, che hanno saputo rappresentare con orgoglio i colori nerazzurri in Italia e nel mondo.


Aprile 2009. Quegli stessi colori che sanno alimentare la speranza al di là di ogni confine di natura calcistica. È quanto accade dopo il terribile terremoto che sconvolge la vita a migliaia di persone in Abruzzo, per le quali decidono di intervenire anche Inter Campus e gli Inter Club d'Abruzzo, non solo con raccolte fondi, ma anche provando a far ritrovare il sorriso ai bambini attraverso la riscoperta del gioco.


Maggio 2009. I tifosi possono gioire per la conquista del 17esimo scudetto. Primo fra tutti il presidente Massimo Moratti, che nel giorno del suo 64esimo compleanno, il 16 maggio, può godere di una gioia del tutto particolare: il regalo della sua Inter, il quarto tricolore consecutivo, il dono più bello. Grazie ai giocatori, ma anche - e soprattutto - a chi li guida, José Mourinho.


Giugno 2009. Mourinho vince così il suo primo campionato italiano e - pochi giorni dopo aver prolungato di un anno, fino al 2012, il suo legame - festeggia un anno da allenatore nerazzurro.


Luglio 2009. L'Inter si proietta quindi verso nuove sfide, da affrontare insieme a nuovi campioni, come Milito, Thiago Motta, Eto'o e Lucio. Ma nuovi sono anche gli orizzonti: ad ospitare la squadra nerazzurra per il ritiro estivo sono infatti gli Stati Uniti.


Agosto 2009. Quella americana è un'esperienza unica ed emozionante, proprio come l'ingresso dei nerazzurri al Bird's Nest di Pechino l'8 agosto, a un anno esatto dall'inaugurazione dei Giochi Olimpici. Manca davvero poco all'inizio del nuovo campionato, che già alla seconda giornata regala ai nerazzurri una straordinaria vittoria, un 4-0 nel derby, la gara che tra l'altro segna l'esordio di Wesley Sneijder nell'Inter.


Settembre 2009. Contro il Milan va in scena un match di richiamo mondiale, proprio come quello avuto dalla Coppa del Mondo Inter Campus, l'iniziativa che in Toscana unisce 19 Paesi in una sola umanità.


Ottobre 2009. L'Inter prosegue la sua corsa, nel segno di un gruppo sempre più coeso, ma capace egualmente di lasciar spazio al genio dei suoi campioni. Misto di capolavoro e genialità è infatti il tocco con il quale Dejan Stankovic, il 17 ottobre, beffa il portiere del Genoa Amelia da una distanza incredibile, addirittura 54 metri.


Novembre 2009. Immagini indimenticabili, proprio come quelle che scandiscono la storia nerazzurra sulle pareti del WinterStore, l'universo interista che il 27 novembre sorge nel cuore di Milano. E che celebra campioni del passato e del presente nerazzurro.


Dicembre 2009. Ed è un campione anche Nawf Al-Temyat, il calciatore asiatico in onore del quale l'Inter sfida in amichevole l'Al Hilal, a conclusione del ritiro invernale ad Abu Dhabi e Ryad, luoghi in cui si chiude il 2009 nerazzurro.


Gennaio 2010. Il nuovo anno regala all'Inter due nuovi compagni di viaggio, Mariga e Goran Pandev. Un ritorno a casa per quest'ultimo, quella stessa casa che ha permesso a Ivan Ramiro Cordoba, con i suoi 10 anni in nerazzurro, di raggiungere e superare Giuseppe Meazza per numero di presenze. Record, questi, che nascono dalla passione.


Febbraio 2010. Ed è pura passione anche quella che anima Massimo Moratti ben prima di quel 18 febbraio 1995, data nella quale, sulle orme del padre Angelo, decide di intrecciare nuovamente il nome della sua famiglia a quello dell'Inter.Storia di un amore, senza confine.

Proprio come lo spirito dal quale ha preso vita quel 9 marzo del 1908 l'Internazionale.Tanti auguri Inter


Fonte: inter.it

sabato 6 marzo 2010

La Juve passa al Franchi: a Firenze battuta la Fiorentina per 2-1


Nel primo anticipo delle 18 valido per la 27° giornata di campionato la Juventus supera la Fiorentina al Franchi per 2-1 e balza momentaneamente al quarto posto in solitaria scavalcando il Palermo che ospiterà domani, alle 15, il Livorno. Brutto periodo per i viola che inanellano la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite.

Parte subito forte la Juventus che dopo soli 2' di gioco passa in vantaggio con il fantasista Diego che, sul filo del fuorigioco, riceve in verticale da Candreva e deposita la palla in rete dopo aver saltato anche Frey. Dopo la doccia fredda la Fiorentina prende coraggio e va vicina al pareggio con Gilardino, che si vede negare la gioia del gol da una prodigiosa parata di Manninger, beffato pochi minuti dopo da un colpo di testa dell'ex Marchionni, servito da un traversone di Gobbi. Nel secondo tempo la partita si addormenta un pò ma i bianconeri sornioni al 68' si portano in vantaggio con Grosso(subentrato ad inizio ripresa al posto di De Ceglie) che, servito in area da Sissoko, spara un sinistro sotto la traversa. Alla fine Zac dà spazio anche a Poulsen e Iaquinta tornati in campo dopo un lungo stop per infortunio.


Michele C.

mercoledì 3 marzo 2010

Vittoria della Juve per 8-1 in amichevole


In una gara amichevole disputata a Vinovo la Juventus supera per 8-1 il Bra, squadra che milita nel campionato di Eccellenza. In grande evidenza i giovani Immobile(tripletta), Bamba e Filippo Boniperti oltre ai già noti Trezeguet e Paolucci(doppietta). Può cominciare a sorridere Zac che ritrova Iaquinta e Poulsen rimasti in campo senza problemi per oltre un'ora.


Michele C.

UFFICIALE: Van der Meyde al PSV Eindhoven


L'ex giocatore dell'Inter Andy Van der Meyde(30 anni) ha firmato un contratto fino alla fine di questa stagione con il PSV Eindhoven. Il centrocampista olandese era svincolato dopo l'addio all'Everton, club nel quale ha militato nelle ultime quattro stagioni. "Ho una possibilità prestigiosa per ritornare nel calcio che conta - dichiara l'olandese alla sua presentazione -. Sono onorato di trovarmi qui e voglio essere importante per il PSV.


Michele C.

martedì 2 marzo 2010

Zanetti passato, presente e futuro: "Nel 2000 ero già del Real, ma..."



Intervistato dal Guerin Sportivo, il capitano dell'Inter Javier Zanetti ha toccato più momenti della sua carriera nerazzurra e non. Un percorso stupendo quello dell'argentino, che è partito dal racconto proprio del primo giorno da interista: "Lo ricordo alla perfezione. Mi svegliai presto, la società mi mandò a dormire in un hotel di Milano, così mi venne a prendere un autista e mi portò a Cavalese, nel ritiro in Trentino. Ricordo che avevo soltanto una borsa con dentro le scarpe da calcio... Avevo con me, però, più di un milione di sogni. Nessuno mi conosceva, fui io a dover chiedere dove si trovava l'hotel della squadra". A portarlo all'Inter fu Angelillo, che Javier ringrazia ancora: "Mi segnalò quando giocavo al Banfield, poi mi dissero che l'Inter mi aveva comprato e per me era un sogno che si realizzava. Sarò grato ad Angelillo per la vita, il calcio italiano lo vedevo in tv...". Un rapido ricordo per Rambert, l'altro argentino che arrivò con lui a Milano ma senza fortuna: "Ogni tanto ho ripensato anch'io a questo destino: Rambert oggi è assistente di Diaz, gli fa da secondo. Io ho avuto la fortuna di giocare subito e molto, ottenendo la fiducia del tecnico, e adesso sono ancora qui. E ad agosto sono 37 anni!".
Poi si passa a parlare di presente e futuro: "A 37 anni si fa gli allenatori? Io ho ancora un anno di contratto... E poi, vorrei rinnovare per un anno ancora. Spero di non dover fare fatica ad ottenerlo (sorride). Il rapporto con Moratti? Un grande rapporto. E' come se fosse un padre per me, mi ha aiutato quando ero sconosciuto. E poi quando non si vinceva ci è sempre stato vicino, avendo sempre una parola di sostegno per tutti. Sono felice per lui quando penso ai successi che stiamo ottenendo. Cosa farò dopo? Voglio rimanere in società all'Inter. Fare il presidente? No, abbiamo già il migliore". Il discorso verte sugli allenatori: "Se devo sceglierne uno dico Gigi Simoni, il primo che ha costruito un grande gruppo. Con lui abbiamo vissuto la soddisfazione di Parigi con la vittoria della Uefa, la più bella insieme allo scudetto di Parma quando tutta Italia era contro di noi. L'altro tecnico a cui sono legato è Cuper, fece un lavoro fantastico, poi all'Olimpico arrivò il momento più brutto da quando sono qui. Hodgson? Litigammo nella finale famosa di Coppa Uefa, poi ci trovammo bene. Quando tornò poi la seconda volta per salvare l'Inter eravamo in grande sintonia".
Dalle cose belle, a quelle più brutte: Calciopoli, "una figuraccia del calcio italiano in tutto il mondo. Una macchia enorme e mi meraviglio come qualcuno tenti di negare o dimentichi quella vergogna", ed il tecnico con cui ha legato meno, "Marco Tardelli", "perchè la pensava in maniera troppo diversa. Il suo modo di vedere il calcio non c'entrava nulla col mio". Da qui, la clamorosa rivelazione del capitano: "Nel 2000, con Tardelli, è stata l'unica volta in cui ho pensato di lasciare l'Inter. Avevo già un accordo con il Real Madrid ed ero pronto a trasferirmi in Spagna, ma all'ultimo furono le parole di Moratti a convincermi a rimanere". Passando per doveri del giocatore ("Tutti dobbiamo essere al servizio della squadra e dell'allenatore, lo dico sempre ai ragazzini"), e per i litigi con qualche compagno del quale però "preferisco non fare nomi, non è bello", Zanetti passa a Mourinho: "Un tecnico molto valido, che prepara le partite benissimo. Di lui in pubblico colpisce la personalità ed il carattere, ma anche sul campo è bravissimo. E' uno che trasmette, difficile non stargli dietro". Si continua a parlare dell'Inter di oggi, "diversa da quella di Ibra: ora facciamo più possesso palla perchè alle nostre punte piace avere il pallone a terra. In ogni caso, la qualità che è importante sia in campionato che in Champions, c'era anche nell'Inter di Ibra: senza qualità non si vince". Dopo le belle amicizie sottolineate con Cordoba, Zamorano e Baggio, Zanetti elogia Diego Milito: "Un giocatore straordinario, completo, intelligente, umile, che ha una media-gol strepitosa ed è sempre al servizio della squadra".
In conclusione, c'è uno Zanetti romantico, che sogna la Champions League: "Gli obiettivi nostri sono campionato e Champions, non solo quest'ultima. Comunque, vincere in Europa sarebbe bellissimo, perchè il successo manca da tanto ed alzare la Coppa da capitano come fece Picchi anni fa mi piacerebbe tantissimo prima di chiudere". Tanti i paragoni con Facchetti che lo lusingano. "Giacinto era una persona splendida. Mi fa piacere l'idea di essere accostato a lui perchè è la storia di questo club. Il paragone mi inorgoglisce ancor di più pensando che sono straniero. O, se vuoi, semi-italiano". Infine, i cori della Curva che lo emozionano ancora, così come San Siro: "A distanza di tanti anni quando giochiamo al 'Meazza' ho sempre quella sensazione come di farfalle nella pancia, sentire uno stadio che ti canta 'c'è solo un capitano' è stupendo. Alzo gli occhi, guardo la Curva Nord e capisco quanto hanno dovuto soffire per anni, e sappiamo il perchè. Ma sapevamo, noi e loro, che alla fine il momento sarebbe dovuto arrivare".


Fonte: tuttomercatoweb.com