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sabato 30 ottobre 2010

Anticipi Serie A: la Roma batte il Lecce 2-0. Totti espulso


Nell'anticipo delle 18, della 9° giornata di campionato, la Roma tra le mura amiche torna a vincere e, in attesa delle altre partite da disputare, si porta momentaneamente al 5° posto in classifica. Ad avere la peggio è il Lecce di Gigi De Canio a cui non basta la buona prestazione offerta dai suoi giocatori, ma che comunque può far ritorno in Puglia a testa alta.
Partita molto vibrante e giocata a viso aperto da entrambe le formazioni in cui non sono mancate le emozioni: legni per Corvia, Borriello e Vucinic; espulsioni per Olivera e Totti con quest'ultimo costretto a saltare il derby di domenica prossima contro la Lazio. In questo frangente estrema severità da parte dell'arbitro Gervasoni nei confronti del capitano giallorosso.
Nel primo tempo parte subito forte il Lecce che va per ben due volte vicino al gol con l'ex romanista Corvia che colpisce anche la traversa con un gran destro al volo a Julio Sergio battuto. La risposta della Roma non tarda ad arrivare che ci prova con Borriello, Totti e Vucinic fermati dalle straordinarie parate di Rosati.
Nel secondo tempo sono ancora i salentini ad essere pericolosi con Piatti ma poi è solo Roma. Rosati salva ancora su Borriello, che colpisce anche la traversa, ma il risultato si sblocca al 62' grazie ad un colpo di testa di Nicolas Burdisso che, su cross di Riise, piazza il pallone nell'angolino alto alla sinistra del portiere. Al 76' Vucinic chiude i conti con un bel sinistro incrociato che non lascia scampo al portiere salentino.

Michele C.

giovedì 26 agosto 2010

Sorteggi Champions: gironi di ferro per Inter e Milan. Sorride la Roma


L'urna del Grimaldi Forum di Montecarlo non sorride ai campioni in carica dell'Inter e al Milan di Allegri nonostante abbiano avuto il "vantaggio" di partire dalla prima fascia. Infatti le due milanesi sono finite in veri e propri gironi di ferro dove se la vedranno con squadre davvero insidiose. I nerazzurri di Benitez affronteranno i tedeschi del Werder Brema, già carnefici della Sampdoria nell'ultimo turno preliminare, gli inglesi del Totthenam Hotspur, in grande spolvero nelle ultime stagioni di Premier League, e i campioni d'Olanda del Twente alla loro prima partecipazione in questa competizione. I rossoneri invece dovranno vedersela con il nuovo Real Madrid di Josè Mourinho, con gli olandesi dell'Ajax e con l'Auxerre che proprio ieri ha eliminato, nel turno preliminare, lo Zenit di Luciano Spalletti.
Rispetto alle altre due colleghe italiane, va meglio alla Roma di Claudio Ranieri che, partita dalla seconda fascia, pesca oltre ai campioni tedeschi del Bayern Monaco, gli svizzeri del Basilea e i rumeni del Cluj, allenati dal tecnico italiano Mandorlini, già affrontati una volta nella fase a gironi del 2008-09.
Ecco la lista completa di tutti i gironi:
GIRONE A: INTER, Werder Brema, Tottenham H., FC Twente
GIRONE B: Lione, Benfica, Shalke 04, Hapoel Tel-Aviv
GIRONE C: Manchester Utd, Valencia, Rangers G., Bursaspor
GIRONE D: Barcellona, Panathinaikos, Copenaghen, Rubin Kazan
GIRONE E: Bayern Monaco, ROMA, Basilea, CFR Cluj
GIRONE F: Chelsea, Marsiglia, Spartak Mosca, Zilina
GIRONE G: MILAN, Real Madrid, Ajax, Auxerre
GIRONE H: Arsenal, Shakthar Donetsk, Sporting Braga, Partizan Belgrado

MIGLIOR PORTIERE: Julio Cesar (INTER)
MIGLIOR DIFENSORE: Maicon (INTER)
MIGLIOR CENTROCAMPISTA: Sneijder (INTER)
MIGLIOR ATTACCANTE: Milito (INTER)
MIGLIOR GIOCATORE IN ASSOLUTO: Milito (INTER)

Michele C.

venerdì 23 luglio 2010

Totti deferito dalla Figc


ROMA, 23 luglio - Il capitano della Roma Francesco Totti è stato deferito dal procuratore federale Stefano Palazzi per alcune delle frasi dette nel corso della conferenza stampa di martedì scorso. Il provvedimento a carico di Totti è stato preso «per aver espresso giudizi e rilievi lesivi del prestigio, della reputazione e della credibilità della classe arbitrale, delle istituzioni federali nel loro complesso e di una società operante nell'ambito della Figc (l'Inter n.d.r.)», secondo quanto scritto in un comunicato diffuso dalla Federcalcio.

LE SUE PAROLE - Totti aveva detto che «magari gli altri sono più forti, ma hanno sempre qualche favore dalla loro. Ci hanno rubato due scudetti». Secondo Totti poco è cambiato rispetto ai tempi di Calciopoli, «solo i colori. Mancano i fischi degli arbitri? Quelli mancano sempre, il problema è che gli altri sono più forti ma sono anche tutelati da tutti. I torti ci sono sempre, poi provi sempre a pensare che sia tutto fatto in buona fede. Dovrebbero mettere le telecamere, fare qualcosa, però allo stesso tempo sarebbe un altro campionato per questo non le mettono».

Fonte: corriere dello sport

mercoledì 2 giugno 2010

Inter-Roma di Supercoppa italiana: si giocherà a Milano il 21 o il 22 agosto


ROMA (2 giugno) - Risolto il giallo della Supercoppa Italiana: Inter-Roma si giocherà il 21 o il 22 agosto a Milano. E' vero che esiste un contratto con i cinesi per la disputa di tre edizioni a Pechino, ma nel contratto non c'è scritto che le tre partite debbano essere consecutive.

Lo scorso anno in Cina si giocò Inter-Lazio, stavolta per i tempi stretti a causa dei mondiali, non è possibile. L'Inter giocherà il 27 agosto la Supercoppa Europea contro l'Atletico Madrid e non è ipotizzabile spostarsi in Cina per la Supercoppa italiana. Appuntamento dunque a San Siro il 21 o il 22 agosto.

Fonte: Il Messaggero

giovedì 27 maggio 2010

Adriano è della Roma: accordo per tre anni


ROMA, 27 maggio - Adriano è un giocatore della Roma. Nella notte l'incontro tra il ds Pradè e l'attaccante brasiliano a Rio ha dato esiti positivi: la società giallorossa ha raggiunto un accordo per un contratto triennale da tre milioni di euro netti a stagione. La firma ufficiale verrà messa quando Adriano sbarcherà nella Capitale, nel frattempo verrà preparato l'accordo in tutte le sue parti.
Il vertice è durato qualche ora, Adriano ha dato la sua massima disponibilità alla Roma e si è detto entusiasta di giocare con Totti e De Rossi. Non solo: ha garantito che rientra in Italia per vincere una grande battaglia e per imporsi di nuovo dopo che era andato via tra le polemiche. Il brasiliano ha indossato le maglie dell'Inter, del Parma e della Fiorentina. Nell'ultima stagione è andato benissimo al Flamengo.

Fonte: corriere dello sport

venerdì 14 maggio 2010

Mourinho attacca Ranieri: «È stato un ipocrita»


ROMA, 14 maggio - Josè Mourinho parte seconda. Dopo aver annunciato che «un giorno allenerò il Real Madrid», e aver attaccato De Laurentiis e Mazzarri «Mi fa ridere quando sento alcuni presidenti che mi paragonano ai loro allenatori che non hanno vinto neanche una coppa di Toscana o Reggio Calabria», nell'intervista rilasciata a "Panorama" oggi in edicola il tecnico dell'Inter ne ha anche per Claudio Ranieri, definito «ipocrita».

Mister è arrabbiato? la domanda di Panorama
«No, perché?», risponde Mourinho

Per quello che ha detto Claudio Ranieri prima dell'ultima partita (il tecnico della Roma aveva parlato di "bombe ad orologeria" in riferimento alle esternazioni del portoghese ndr).
«Penso due cose -prosegue Mourinho- La prima è che Ranieri sia stato ipocrita. Fa i complimenti a me e all'Inter prima della partita contro la Roma, poi alla fine della partita e alla vigilia della giornata di campionato dice quello che ha detto»

La seconda cosa che pensa?
«Che sia stato quello che noi in Portogallo diciamo così: lanci la sabbia in aria per non far vedere niente agli altri»

In Italia si dice fumo negli occhi...
«Esatto, quella cosa lì. Vogliono creare l'atmosfera»

È un modo per mettervi in difficoltà?
«Chissà, sì. Possibile. Ma noi siamo tranquilli».

Fonte: corriere dello sport

sabato 8 maggio 2010

La Figc deferisce Mourinho per le accuse alla Roma


ROMA, 7 maggio - José Mourinho è stato deferito dalla Commissione disciplinare nazionale della Federcalcio per le dichiarazioni rese dopo la finale di Coppa Italia fra Roma e Inter a proposito di un premio a vincere offerto dai giallorossi al Siena per battere i nerazzurri. Sono stati inoltre aperti due procedimenti disciplinari: uno contro il presidente del Siena Massimo Mezzaroma per la storia dei premi promessi ai suoi giocatori in caso di vittoria contro l'Inter; uno contro Cristian Chivu per i gestacci rivolti ai tifosi della Roma dal giocatore dell'Inter al termine della partita di Coppa Italia di mercoledì sera. Ecco il comunicato della Figc:

«Il Procuratore Federale ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale per violazione dell'art. 5, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva Dos Santos Mourinho Jose Mario, allenatore della Società F.C. Internazionale S.p.A., per avere espresso, mediante un'intervista videoregistrata e le dichiarazioni pubblicate su organi di informazione, giudizi lesivi della reputazione di persone e di società operanti nell'ambito federale ed in particolare dei Dirigenti della Società A.S. ROMA S.p.A., adombrando altresì dubbi sulla regolarità del campionato a causa dell'operato di questi, con riferimento alla gara dell'ultima giornata di campionato SIENA-INTER"; per violazione degli artt. 4, comma 2, e 5, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva, per responsabilità oggettiva è stata deferita la società F.C. Internazionale Milano S.p.A., per i comportamenti ascritti al proprio tesserato.

Nella stessa giornata di oggi, il Procuratore Federale ha aperto due procedimenti: uno inerente pretesi premi promessi dalla dirigenza del SIENA ai propri tesserati, in ipotesi idonei a condizionare l'esito della gara SIENA – INTER dell'ultima giornata di campionato; l'altro riguarda il comportamento del calciatore Cristian Chivu della Società Internazionale F.C., al termine della finale TIM CUP 2010, INTER-ROMA, del 5 maggio 2010
».

Fonte: corriere dello sport

venerdì 7 maggio 2010

Totti esclusivo: «Vi dico tutta la verità su Balotelli»


ROMA, 7 maggio - Il calcio è sempre stato la mia vita e lo sarà anche in futuro. Fin da quando ero bambino ho praticato questo sport, sono nato con il pallone tra i piedi, ho avuto la fortuna di cominciare a giocare con la mia squadra del cuore, di arrivare a essere il capitano e di vincere quello che ho potuto vincere, senza nessun tipo di aiuto, ma con l’orgoglio di indossare la maglia della Roma. Il mio matrimonio con questa società è lungo e duraturo e chiuderò la mia carriera dentro la mia seconda casa, Trigoria.

Tutto questo mi ha fatto diventare, a detta di tutti, il giocatore più rappresentativo di questa società, non solo in Italia, ma anche nel mondo. Ho sempre sentito l’affetto sincero dei tifosi e la vicinanza affettuosa della proprietà. La mia è stata una scelta di cuore, quella di aver dato una parola e di averla mantenuta, giocare con questa maglia, con la quale mi sento gratificato sia dal punto di vista economico, sia per le soddisfazioni professionali. Tutto questo in virtù di una parola data, non sono mai voluto andare via perché ho preferito vincere e guadagnare di meno, ma restare legato a questi colori. Io parlo poco ma quello che dico mantengo. Basta andare a leggere le mie interviste, ho sempre detto di voler restare in questa città per difenderne l’onore sportivo, sempre e comunque.

Chi vive nello sport sa che ci sono momenti belli e brutti. In quelli positivi sono tutti vicini a farti i complimenti, a farti fotografie, a chiederti maglie e a millantare antiche amicizie. Nei momenti negativi mi trovo da solo, con la mia famiglia, i miei figli, i miei genitori, con gli amici di sempre, con i dirigenti e le persone che lavorano con me e che mi hanno sempre stimato, prima come ragazzo e come uomo, e poi come professionista. Nella mia carriera momenti brutti ne ho passati, sia per le sconfitte, sia per gli infortuni e sia per i miei errori, che ho sempre pagato in prima persona. Nessuno mi ha mai fatto sconti. Mi sono sempre assunto le responsabilità davanti a tutti, senza avere nessun rimorso per decisioni prese. Chiedo solo una cosa, fuori e dentro Trigoria. Il rispetto in tutte le decisioni e le scelte, come io ho sempre rispettato tutto e tutti e se ho sbagliato sono stato il primo a chiedere scusa.

Mercoledì sera ho sbagliato, questo è innegabile, ma poi va tutto ricollegato e riportato alla realtà dei fatti. In questi anni ogni sfida con l’Inter è sempre stata carica di polemiche. Prima e dopo le partite. Insieme a decisioni arbitrali discutibili, in questo caso sempre a nostro sfavore. Probabilmente ci abbiamo rimesso scudetti e trofei, ma siamo usciti dal rettangolo di gioco sempre con l’onore di indossare questa maglia. Alla finale di Coppa Italia si è arrivati dopo quindici giorni di polemiche. A cominciare dal derby, dove tutto è stato strumentalizzato per la mia esultanza, di cui mi sono subito scusato. La vittoria a Parma, con la speranza che si era riaccesa e il giorno successivo con Lazio-Inter. Su quella partita noi romani e romanisti ci siamo già espressi. Infine si è arrivati alla partita con l’Inter, che tutti aspettavano e che tutti - sottolineo tutti - ci hanno chiesto di giocare con temperamento e aggressività agonistica.

Sul campo i miei compagni inizialmente e io successivamente, abbiamo messo in pratica quello che tutti ci hanno chiesto, anche a livello mediatico. Mi ha dato l’impressione sin dall’inizio, seguendo la partita dalla panchina, che l’Inter aveva un atteggiamento di lamentela verso la terna arbitrale, contestando anche in modo colorito le decisioni prese. Basta vedere gli atteggiamenti di Eto’o, che solitamente ha comportamenti pacati e tranquilli. Anche loro sentivano molto la partita. Sono entrato in campo con la voglia di ribaltare il risultato. Certamente non ero nel migliore stato d’animo. Avrei voluto dare il mio contributo dall’inizio, ma rispetto sempre le decisioni del tecnico, senza mai avere nessun atteggiamento polemico. Ho fatto lo stesso anche in precedenti partite.

Durante la gara “lui” ha avuto nei riguardi dei miei compagni un atteggiamento provocatorio e questo è avvenuto anche in passato contro di noi. Ricordate la linguaccia a Panucci, o quello che è successo con Mexes, o la sua esultanza sotto la nostra curva? Tutto questo, sempre dallo stesso calciatore, è stato fatto in quasi tutti gli stadi italiani e anche in Europa ed è probabilmente questo uno dei motivi per i quali nel proprio gruppo non è mai stato ben accetto ed è sempre visto da altri club o dalla Nazionale stessa come un elemento di disturbo. Certo, ho sbagliato nel commettere quel fallo, ma io sono sempre stato il primo a riconoscere i miei errori e a giustificare chi contro di me ha compiuto falli di gioco che mi hanno procurato anche infortuni gravi, ma privi di malafede, vedi Vanigli, che ho subito scagionato. Chi mi conosce sa perfettamente che una mia reazione viene sempre generata da una provocazione. Sentire che un calciatore alle prime armi, ma con grandi doti, offenda ripetutamente i miei tifosi, la mia città, il mio senso di appartenenza a Roma, oltre a me personalmente, dicendomi che sono finito, è insopportabile. Non vuole essere una giustificazione, ma è semplicemente la verità di quello che è accaduto. Non si può tollerare che “lui” abbia sempre la possibilità di provocare tutti, compresi i suoi tifosi e quelli avversari e nessuno prenda in considerazione preventivamente i suoi atteggiamenti. Come ripeto ho sbagliato, sarò sanzionato, ma ho avuto una strana sensazione. Al momento della mia espulsione non c’è stato nessun mio avversario che abbia preso le difese... di “lui”. Questo qualcosa mi fa pensare.

Vorrei precisare anche altre cose. L’argomento politici e vip. Tanti si sono scatenati in commenti e giudizi pesanti. Questi personaggi sono quelli che dal calcio traggono solo vantaggi e visibilità. Frequentano le tribune autorità, le aree ospitalità, invitano i calciatori a eventi, chiedendogli autografi e maglie. Tutto sempre gratis... Ma non ho mai visto nessuno di loro chiedere un autografo o una maglia a un delinquente. Da alcuni di loro in questo caso - e non è la prima volta ­ come tale sono stato trattato. Non mi meraviglierei se tra qualche tempo qualcuno dovesse trovarsi coinvolto in qualche disavventura giudiziaria, magari per reati vari, che possono riguardare sia le persone che i beni della comunità. Fortunatamente la mia famiglia mi ha comunque insegnato che il silenzio è la migliore risposta quando si incontrano questi personaggi, per disprezzarli.

C’è un’altra questione che mi preme chiarire. Chi ama veramente la Roma, chi è tifoso e ha senso di appartenenza a questi colori capisce cosa rappresenta questa squadra per noi. E chi si permette di giudicare se qualcosa che viene fatto è in linea con la storia della Roma probabilmente c’entra poco con la nostra appartenenza. Sono personaggi di passaggio, che usano la nostra fede per farsi pubblicità. Spesso la gente, sia dentro che fuori Trigoria, pensa che se io non parlo, non vedo e non so ciò che accade. Ma dopo venti anni di carriera con la Roma so perfettamente tutto di tutti. Posso avere mille difetti, ma quelli della trasparenza e della lealtà nei rapporti con le persone sono valori che nessuno mi potrà mai togliere.

È inutile che da domani qualcuno dimostri la solidarietà al sottoscritto. Già ho ricevuto diversi sms che apparentemente hanno dimostrato nel privato la loro vicinanza, ma sono gli stessi che pubblicamente hanno preso subito le distanze da me. Sono tante le persone che ti dicono andiamo e facciamo. Poi ti giri e pochi vengono e pochi fanno. Sono stato e continuerò a essere un grande parafulmine per questa squadra e questa società e l’ho fatto e lo farò sempre. Con orgoglio, perché so di avere la stima come persona e come calciatore della proprietà, di alcuni dirigenti e soprattutto di chi condivide con me giornalmente e con lealtà professionale il proprio compito. E so di avere dalla mia parte anche i tifosi, quelli veri, che mi hanno sempre sostenuto e mi sosterranno senza farsi confondere da false voci o falsi atteggiamenti di tante persone che ruotano intorno a noi.

Quando indosso questa maglia ho sempre la stessa emozione della prima volta. Continuerò a indossarla con orgoglio e restando sempre il primo difensore della nostra città e dei nostri tifosi. Senza illuderli con atteggiamenti spettacolari, come fa qualcuno, che poi nel privato e al momento dei fatti si tira indietro. La Roma appartiene alla sua tifoseria e va rispettata da tutti nel mondo, per storia, unicità di tradizioni e cultura.

Francesco Totti

Fonte: corriere dello sport

giovedì 6 maggio 2010

Inter, ecco il primo "Titulo"


Non abbiamo aspettato molto per veder alzare il primo trofeo all'Inter. Prima occasione, prima vittoria. Ne fa le spese la Roma diventata, negli ultimi cinque anni, la vera antagonista dei nerazzurri. E adesso la cosiddetta "Triplete" comincia a prendere consistenza. In uno stadio Olimpico gremito di gente, la squadra di Mourinho s'impone per 1-0 sui giallorossi andando a conquistare la sesta Coppa Italia; la prima per l'allenatore portoghese. Partita molto nervosa, come era lecito attendersi, in cui non sono mancati gli scontri "al veleno" tra i giocatori stessi e addirittura si è vista un'invasione di campo solitaria di un tifoso romanista, opportunamente placcato dai responsabili dello stadio, che cercava di colpire Cambiasso. Di tutto questo nervosismo a farne le spese è stato sicuramente Totti, entrato ad inizio secondo tempo al posto di Toni, che scalciando malamente Balotelli da dietro si è guadagnato un cartellino rosso. Pessima figura da parte del capitano giallorosso visto che in tribuna eccezzionalmente c'erano il presidente della FIGC Abete e il Presidente del Senato Schifani.
Primo tempo per gran parte dominato dall'Inter che però, già dal 5', deve fare a meno di Sneijder per infortunio. Gli subentrerà Balotelli. Sembra non essere il giorno fortunato per i milanesi visto che al 37' si infortunia anche Cordoba, sostituito da Samuel. Ma dopo aver già sfiorato il gol con Maicon, al minuto 40, i nerazzurri passano in vantaggio con Milito che in mezzo a cinque avversari riesce a trovare il varco per la conclusione che fredda Julio Sergio. Alla ripresa Ranieri cambia le carte in tavola con gli inserimenti di Totti e Motta ma la musica non cambia. L'Inter con il possesso palla cerca e riesce ad addormentare la partita. Roma vicina al pari in due occasioni con Vucinic e Juan, ma alla fine la spuntano i nerazzurri che conquistano così meritatamente il trofeo visto che sono riusciti ad esprimere un gioco migliore rispetto a quello dei giallorossi che deludono nel proprio stadio e sotto il proprio pubblico.

Michele C.

mercoledì 5 maggio 2010

Abete risponde a Mourinho: Finale in Capitale è normale


ROMA, 5 maggio - La finale di coppa nazionale si gioca nella Capitale come in tutti gli altri Paesi. È la risposta del presidente della Federcalcio Giancarlo Abete all'allenatore dell'Inter Josè Mourinho, che ieri si è lamentato del fatto che la Roma possa giocare la sfida di stasera all'Olimpico. «La scelta strategica è stata di valorizzare la Coppa Italia giocando la finale nella Capitale alla presenza del presidente della Repubblica (che stasera sarà rappresentato dal presidente del Senato, ndr) - ha detto Abete alla presentazione delle iniziative ANSA per i Mondiali -. Si gioca nella Capitale in tutti i Paesi: in Francia ad esempio il Paris Saint Germain ha vinto recentemente la Coppa a Parigi». Il presidente della Federcalcio ha puntualizzato che comunque la scelta dipende dalla Lega Calcio, che organizza la Coppa Italia.

Fonte: corriere dello sport

sabato 1 maggio 2010

La Roma ci riprova: espugnato il Tardini 2-1


Nel primo anticipo della 36° giornata di Serie A la Roma di Claudio Ranieri espugna il "Tardini" battendo il Parma per 2-1 e si rifà sotto nella lotta scudetto riportandosi, in attesa di Lazio-Inter di domenica sera, al comando della classifica a +1 sui nerazzurri campioni in carica.
Partita abbastanza vivace già nei primi minuti di gioco e Parma subito vicino al vantaggio con Bojinov che conclude a pochi centimetri dal secondo palo con Julio Sergio ormai battuto. Sul capovolgimento di fronte è invece la Roma a sbloccare il risultato con il capitano Francesco Totti, che lanciato in verticale da De Rossi, stoppa la palla, evidentemente con l'avanbraccio sinistro, e batte Mirante con un pregevole pallonetto. Siamo al 5° minuto. I ducali non si perdono d'animo e si rendono pericolosi con la velocità delle incursioni del giovane Biabiany, ma i giallorossi si difendono bene. Alla ripresa giallorossi vicini ancora al raddoppio sempre con Totti che con un tiro velenoso dal limite dell'area colpisce il palo. Raddoppio che arriva al minuto 75: Totti, defilato sulla destra, serve l'assist a Taddei che, lasciato colpevolmente solo, di testa gonfia la rete scatenando i circa 5.000 sostenitori giallorossi giunti al seguito della squadra. Guidolin non ci sta a perdere e ridisegna un Parma a trazione anteriore inserendo Crespo e Lanzafame. Sarà proprio l'ex attaccante di Bari e Palermo, Davide Lanzafame, a riaprire il match all'81' con un colpo di testa che spiazza Julio Sergio. Finale di gara convulso e molto nervoso con una mini rissa in campo fra i giocatori e con l'espulsione di Jimenez per doppia ammonizione.

Michele C.

domenica 18 aprile 2010

Vucinic stende la Lazio, Roma di nuovo in vetta


Nel posticipo domenicale, anticipato alle ore 18,30 per motivi di ordine pubblico, la Roma si impone per 2-1 sui "cugini" laziali e fa suo questo attesissimo Derby capitolino. Per questa partita fiato sospeso anche per le tifoserie di Inter e Milan che speravano senza dubbio in un passo falso dei giallorossi che, purtroppo per loro, non è arrivato e così la squadra allenata da Claudio Ranieri torna in vetta alla classifica riportando l'Inter a -1 e, con molte probabilità, taglia definitivamente fuori i rossoneri dalla lotta scudetto. K.o indigesto invece per gli uomini di Edi Reja che speravano in una vittoria per uscire matematicamente dalla lotta per non retrocedere.
Pre-partita molto nervoso allo stadio Olimpico, non sono mancati infatti gli scontri tra i tifosi delle due tifoserie rivali, però opportunamente sedati dalle forze dell'ordine. Nervosismo per questo match che poi si trasmetterà anche ai giocatori in campo e fuori, come dimostra il parapiglia scoppiato dopo il triplice fischio dell'arbitro Tagliavento, quest'oggi impeccabile ed in forma smaliante.
Nel primo tempo bene in avvio la Roma oggi schierata con un inedito 4-3-3 che però inizialmente non sembra in giornata e al 14' va sotto grazie al capitano biancoceleste Rocchi che, su un lancio smarcante di Ledesma, scatta sul filo del fuorigioco e a tu per tu con Julio Sergio non sbaglia gonfiando la rete. Da qui in avanti è solo un monologo laziale, Roma inesistente. All'intervallo, conscio di aver sbagliato tattica nel primo tempo, Ranieri ridisegna lo scacchiere tattico dei giallorossi dimostrando coraggio e personalità quando sostituisce le "bandiere" Totti e De Rossi con Taddei e Menez passando all'omologato 4-4-2. Nel secondo tempo parte forte la Lazio che al 47' ha la ghiotta occasione di raddoppiare grazie ad un calcio di rigore decretato per uno sgambetto in area di Cassetti ai danni di Kolarov. Dagli undici metri si presenta Floccari che però fallisce tirando un penalty abbastanza centrale e privo di potenza che Julio Sergio prontamente respinge. Da qui in poi cambia psicologicamente la gara perchè la Roma prende coraggio e mette alle corde la Lazio. Al 53' arriva la svolta della gara: quasi analogamente all'episodio accaduto in area giallorossa, Kolarov sgambetta Taddei in area regalando un calcio di rigore agli avversari. Dal dischetto si presenta Vucinic che però non sbaglia e realizza angolando bene il tiro su cui Muslera non può arrivare. Passano appena dieci minuti e, al minuto 63, i giallorossi raddoppiano ancora con il montenegrino Vucinic che su calcio di punizione dal limite, con una sassata, perfora la barriera e trafigge inesorabilmente Muslera. Quasi al termine della partita si scaldano ulteriormente gli animi dei giocatori in campo, fioccano le ammonizioni e c'è anche un'espulsione al centrocampista biancoceleste Ledesma che lascia i suoi compagni in dieci per tutti e cinque i minuti di recupero. Dopo il fischio finale che sancisce la vittoria della Roma, come già accennato prima, si scatena una vera e propria rissa a dimostrazione di quanto fosse importante e sentita questa gara.

Michele C.

martedì 13 aprile 2010

Clamoroso Doni: "Si sapeva che doveva vincere la Roma..."


La sconfitta di domenica pomeriggio all'Olimpico contro la Roma, che ha spinto sempre più in basso in zona retrocessione l'Atalanta, non va ancora giù al capitano orobico Cristiano Doni che se la prende con l'arbitro Rocchi: "Ha fischiato la fine prima del trascorrere dei 3 minuti di recupero - ha detto dopo aver già protestato al termine della gara - ed inoltre il recupero era già troppo poco. Poi ha fischiato a Totti nel finale tre punizioni che non c'erano. Ma doveva andare così, doveva vincere la Roma...". Anche Bortolo Mutti è dello stesso avviso:"Avremmo meritato un altro risultato . Abbiamo fatto una buona partita nonostante la pressione dell'ambiente ed una grande Roma che merita questa posizione in classifica... L'errore di Consigli sul goal di Vucinic? Cose che capitano..."

Michele C.
Fonte: goal.com

sabato 3 aprile 2010

Risultati e gol della 32° giornata di Serie A


Vincono Inter, Roma e Milan che mantengono le medesime distanze in classifica dal turno precedente. La Sampdoria aggancia momentaneamente il Palermo al 4° posto e solo un pari per 1-1 per Genoa, Lazio e Fiorentina.


ATALANTA-SIENA 2-0

(16' Valdes, 70' Ferreira Pinto)

BARI-ROMA 0-1

(19' Vucinic)

CAGLIARI-MILAN 2-3

(7' Borriello(M), 17' Ragatzu(C), 19' Huntelaar(M), 32' Matri(C), 38' Astori aut.(M))

CHIEVO-SAMPDORIA 1-2

(1' Cassano, 55' Pazzini(S), 76' Mantovani(C))

GENOA-LIVORNO 1-1

(51' Boakye(G), 88' Tavano(L))

INTER-BOLOGNA 3-0

(29' e 85' Thiago Motta, 52' Balotelli)

LAZIO-NAPOLI 1-1

(1' Floccari(L), 38' Hamsik(N))

PARMA-FIORENTINA 1-1

(22' De Silvestri(F), 68' Bojinov(P))

CATANIA-PALERMO ore 19

UDINESE-JUVENTUS ore 20,45


Michele C.

sabato 27 marzo 2010

I legni salvano la Roma: all'Olimpico Inter sconfitta 2-1


Nell'anticipo pomeridiano della 31° giornata di campionato, allo stadio Olimpico, la Roma di Claudio Ranieri mette ko l'Inter di Mourinho con il punteggio di 2 reti a 1, e si porta a -1 proprio dai nerazzurri capolisti inserendosi di prepotenza nella corsa al tricolore.

Partita molto tirata entrambe le squadre si temono ma c'è, almeno inizialmente, grande fair play fuori e dentro il campo. L'equilibrio si spezza al minuto 17 grazie a Daniele De Rossi che porta in vantaggio i padroni di casa sfruttando un intervento goffo di Julio Cesar. Alla fine del primo tempo si fa sotto particolarmente l'Inter con Samuel che colpisce la prima traversa dell'incontro, con un colpo di testa che mette i brividi ai sostenitori di fede giallorossa. Alla ripresa partono bene gli ospiti con Milito che, al 50', con un bel diagonale teso centra l'incrocio dei pali. Nerazzurri sempre pericolosi stavolta con le bordate di Sneijder, ma al 66' la perseveranza degli uomini di Mou viene premiata con il gol tanto atteso e meritato di Diego Milito vero rapace dell'area di rigore che anticipa tutti e batte Julio Sergio servito sempre dall'olandese Sneijder. Passano meno di dieci minuti e al 73' Roma di nuovo in vantaggio con Luca Toni, lasciato colpevolmente solo al centro dell'area, che è bravo a concludere in rete un tiro sporco di Taddei. Nel finale accade di tutto e l'Inter proprio allo scadere al 95' va vicinissima al pareggio, ancora con il "Principe" Milito che scaraventa sul primo palo una bordata di sinistro terrorizzando per qualche istante tutto il mondo giallorosso. Da segnalare, infine, il rientro di Francesco Totti, subentrato a Vucinic negli ultimi 5 minuti di gioco, che torna sui campi di gioco dopo un lungo stop per infortunio.


Michele C.

mercoledì 17 febbraio 2010

Adriano strizza l'occhio alla Roma


Proprio nel giorno del suo 28°compleanno Adriano Leite Ribeiro rivela, ai microfoni di Sky Tg24, quali sono i suoi desideri per gli anni a venire. L'ex Imperatore dell'Inter, ora in forza al Flamengo, dove ha ritrovato il piacere di giocare a calcio e anche una buona precisione sottoporta come dimostrano le numerose reti segnate finora, ha dichiarato che gli farebbe piacere tornare in Italia e in particolare alla Roma perchè gradirebbe molto avere Francesco Totti come suo partner d'attacco. Nell'udire queste sue dichiarazioni si può pensare che Adriano possa far ritorno nel "Bel Paese" già dalla prossima stagione visto che il suo contratto con il Flamengo scadrà a Giugno 2010. Inoltre a riguardo di Mourinho dichiara: "Mai avuto mezzo problema con lui, mi è sempre stato vicino".


Michele C.

lunedì 15 febbraio 2010

UFFICIALE: Trombetta è il nuovo allenatore della Primavera della Reggina


Maurizio Trombetta è il nuovo allenatore della formazione Primavera della Reggina Calcio che prende il posto dell'esonerato Roberto Breda. Un cambio di tecnico importante visto che Trombetta viene dalla positiva esperienza, in Romania, alla guida del CFR Cluj, squadra con cui ha disputato anche la Champions League nella stagione 2008-2009, in cui tra l'altro riuscì nell'impresa di battere, ai gironi, la Roma 2-1.


Michele C.

venerdì 5 febbraio 2010

Iffhs: è il Barcellona la migliore squadra del mondo


Secondo l'ultima classifica, stilata dall'istituto di storia e statistica del calcio, è sempre il Barça la squadra più forte del pianeta. Blaugrana che comandano questa speciale classifica dal 1 febbraio 2009 e precedono, rispettivamente, Chelsea e Manchester Utd. Per quanto riguarda l'Italia, l'Inter retrocede di 6 posizioni e dal 13° posto scende al 19°, mentre a grande dimostrazione degli ottimi risultati, ottenuti da Ranieri, la Roma scavalca i turchi del Galatasaray e si piazza nella top ten della classifica. Il Milan è 29°, invece la Juventus scivola al 45° posto perdendo 6 posizioni. Infine, a sorpresa, la Lazio guadagna 5 posizioni piazzandosi al 68° posto.


Michele C.

sabato 9 gennaio 2010

Anticipi Serie A 19°giornata: ROMA-CHIEVO 1-0


Allo stadio Olimpico la Roma di Ranieri supera il Chievo di Di Carlo per una rete a zero giocando 79 minuti di gara con un uomo in meno per l’espulsione di Doni che nel tentativo di fermare Abbruscato tocca il pallone con la mano fuori area.
La gara si apre subito con il gol della Roma, infatti passano solo 50 secondi e De Rossi segna il gol vittoria di testa. Quindi all’11’ c’è l’espulsione del portiere giallorosso e l’esordio in questo 2010 del portiere rumeno Lobont che prende il posto di Vucinic. Il Chievo non approfitta della superiorità numerica e addirittura rischia di subire il raddoppio in 2 occasioni prima con Taddei e poi con Riise. Al 56’ Toni si procura un calcio di rigore che Pizarro si fa parare da Sorrentino. Alla fine i veronesi provano ad attaccare per agguantare il pareggio ma non ci sono grossi rischi per Lobont.

Michele C.