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giovedì 14 gennaio 2010

Il caso del prete “hard” a Napoli


Da ieri sera è ritornato, dopo una pausa di quasi due mesi, il programma tv “Le Iene” su Italia 1 e fra i tanti interessanti servizi dei vari inviati a me sembra doveroso soffermarsi sull’incredibile servizio di Giulio Golia che ci mostra cosa è stato capace di fare un prete, di una parrocchia di Napoli, alle fedeli che cercavano solamente un conforto e magari dei consigli a dei loro problemi e, invece, si sono ritrovate a subire dei veri e propri abusi sessuali da parte di questo prete che, approfittando del suo ruolo di intermediario della parola di Dio, si è divertito, non solo a palpeggiare i seni delle ragazze,ma addirittura a toccare la vagina delle stesse. E le immagini del servizio sono inequivocabili. Ma la cosa più impressionante è vedere come i fedeli, che frequentano quella parocchia, difendano il loro ex parroco (questo prete dopo l’accaduto è stato sospeso dal Cardinale Sepe dopo le dovute indagini, n.d.r.) dichiarando di condividere il modo di fare di questo prete e incolpando, di questo cambio di parroco, sia il programma e sia il giornalista che ha denunciato questi abusi su un giornale locale, arrivando a sfondargli anche il parabrezza dell’auto con un sasso. Io personalmente non ce l’ho né con i napoletani e né con nessun altro popolo italiano, che siano al nord, al centro o al sud, ma non riesco assolutamente a capire l’atteggiamento di questa gente in questo caso. Allora se è giusto che un prete adotti questo tipo di comportamento con le donne che si confessano da lui, mi faccio prete….e non solo per modo di dire.

Michele C.

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